17 dicembre 2011

Prendiamoci in giro


Auguri a Te.














All’improvviso evochiamo la danza
in cui il respiro ci solleva di peso,
innanzi tutto il posto
dove è già posto il piede. Poi,
della stessa pianta, elenchiamo
i precedenti: le orme successive
degli angeli supplenti
protesi da zolle ai sottopiani del vento.
Riconosciamo l’arrivo alla riva
dai profili, la perdita delle branchie
da come spiaggiamo, gli innumerevoli sotterfugi
per diventare integerrimi della Terra
in comodato d’usura.

Io lascio l’alito a questa
finestra, dove l’epoca
inonda il frangente.