5 luglio 2012

Nkoloso, Edward Makuka



Immagine dal web
Vedeva l’Africa sulla luna
perché proprio all’Africa si mostra lattea
come nei sogni infantili maculati dalle apnee
l’eterna unzione del risveglio
materno.

We’re going to Marspensò 
che il nero sul pianeta
rosso ci stava bene con
quella matta di ragazza
dismessa e gravida
che fece un figlio mentre rotolava
dall’altopiano nel bidone meno aereo
che c’era, e non si sa bene
in quale volo trovò l’uccello
che le ammattì anche il ventre.

Dalla savana guardò di sbieco gli USA,
l’URSS, tutte le confederazioni
dei rigattieri dell’UNESCO. Chiese quanto serviva
per il programma spaziale da Lusaka
al futuro.
Piantò le lance negli elmetti inglesi,
convinse che bastavano quei caschi
in atmosfera zero e la pelle scura
per lo sbalzo dal sole all’ombra,
preparò le latte per la fusoliera
e l’elastico per il lancio,
ma non partì, né lui né gli adepti
del rame.

I have a dream, diceva un anno dopo MLK
(che in cielo ci andò davvero e ancora c’è)
mentre lui rideva al corso spaziale
sullo Zambesi:
spero per lui che if he has realized
the dream was the natural way.