22 gennaio 2016

Nell’occhio di Giona


 
Giona
(Michelangelo - Cappella Sistina)



Sono stato nel vento di domani
convinto dai luoghi comuni
che già cambiavano. La fisicità muta
perché serve lo spazio. L’universo
si amplia senz’altro, il pensiero sopraggiunge
quando non puoi occuparlo. Il minuto
non contiene il tempo necessario a frequentarlo.
Così stretto sembrava questo pianeta, che
diventati dieci miliardi, o quindici, dovevamo
trovare isole approssimate alle stelle
per capire il naufragio.