26 maggio 2016

Chiunque busserà alla porta non avrà le tue mani



Eri dietro le mani. Tu entravi, ma prima
le mani ricavavano spazio: la tua aria una nicchia
nella camera e la poltrona subito.
Quella poltrona bassa e consunta era votiva. Seduta,
crollavi da un'altezza celeste. Da una volta
solo tua. Sulla pelle grattata eri santa, ma di più:
madre angusta e minuta, quasi finita.


Immagine dal web