2 agosto 2016

Similitudini e precedenze




Mio figlio, che all’occorrenza salta agli occhi
come cosa non presente ma da venire in tempo,
ha scalato le date: adesso è nella cordata
degli uomini a motore.


Dici che sono ansioso, fragile di nervi, ma i nervi
sono pistoni a fior di pelle. E inventano gesti come
mani nei capelli, pruriti in ogni senso, echi persi
da decenni: si fa uomo per ora, è partito in tempo.


Mi fido di lui, non della strada che prende.
La strada lo ha inserito nel suo palinsesto
e trasmette la mia angoscia ad alta frequenza.


L’ho perso di vista alla prima curva:
lo precedevo con l’asfalto in mente
per dirgli delle buche, dei dossi, dei freni cirrosi.
Ci vuole fegato
per affrontare il ferodo a mani nude. Temo
i paracarri con le piccole edicole delle tragedie,
dove il tormento ha scelto corpi intonsi
e li lavora con attenzione, fino a portarli in fiori.



Immagine dal web