22 novembre 2011

Ti accompagno al freddo





Già il clamore dei cartelli
indica la sopravvivenza. Qualcosa qualcuno
usa il silenzio, percorre il naufragio
dal lato muto del relitto. Ma nulla ci solleva
dalla secca se non la voce. Niente affonda
in questo stato, qualcuno qualcosa
urta. Anneghiamo in parole esemplari:
il flusso fa da salvagente. Qualcosa qualcuno
urla.

In pratica, il suono è un separatore: differenzia
la supremazia dei verbi.

Che se ne parli, dunque,
dell’esilio del sangue dall’abbraccio! C’è un dovere
che inorridisce i polsi, li lascia tronchi.
In fondo, le mani distinguono il vuoto.
Allo sterno coagula l’udito, ma restituisce
un grumo inascoltato, una sillaba confusa.
Appare avido nella scena
il nudo: la devasta.

Qualcuno qualcosa muta
in tempo, bilancia
la resa.