18 agosto 2026

Parliamone

 

ferdigiordanowithGemini@26

Parliamone


Il testo che segue non è usa 

e getta, piuttosto osa e gratta 

come da limare per dargli lumi 

in tutti i sensi.

Avverto che nessuna coercizione 

è presente nell’essere ripreso 

a stampo: qualsiasi bastone si veda, 

fa parte del lettering non del tono. 

Quindi scriverò con le grazie dovute 

poi lascerò agli occhi la suzione 

del nettare che cercano o quello 

che trovano. 

Non c’è polline da distribuire, 

nessuno stame nè pistillo 

esposti in bella vista. Già 

l’iride è il vivaio che della mente 

ortolalia.

Solo la voce ha ombra sonora

nell’eco di  me stesso

che vuole far parola del fulmine

a cieco sereno.


14 febbraio 2026

Della lama contemporanea del taglio


Generata con AI Google su richiesta autore

Le lame non nascono sincronizzate

con il taglio, così come il tempo

precede le lancette che lo segnano. 

Puoi capirlo dalle ferite 

che trasudano l’inossidabile 

“ti avevo avvertito!” 

La pelle disunita testimonia 

la vulnerabilità all’ira forastica

che il filo perfettamente molato

introduce nella libertà dei viventi

come asservimento all’uomo 

inattendibile.

Quel che succede dopo

è la cicatrice chiusa o per sempre

aperta a memoria



5 febbraio 2026

Wadi a zonzo

Generata con AI Google su richiesta autore



Quando mi venne chiesto del pesce 

del deserto pensai che nessuno

nuota nella sabbia perchè fuori

non c’è una lenza di vento.

Poi vennero i mulinelli 

che portavano in giro il cuore 

delle dune, o tutto insieme.

Allora ho creduto possibile

che per ripopolare il wadi

si dovessero convincere le anguille

a prendere altre strade.

No, davvero, il cuore dei cattivi

pensieri è un granello 

di acqua secca.


3 febbraio 2026

Dove arriva la voce

Generata con AI Google su richiesta autore



Quanto si abbassa, chi la raccoglie?
Si raccoglie da terra sulla canopia
se il vento le concede il passaggio
dopo averla illusa che si può
salire a volo.

S’io fossi aria in moto
in una volta ti spargerei,
e potrei dirti che qualsiasi cosa
si alzi da terra non supera la cerchia
del sistema col tuo solo al centro.

E se la terra conquista il cielo
con una manovra di astuzia
dei suoi elementi, la voce
in breve
a terra resta.

16 gennaio 2026

Macchie da sole


Era caduto: più di un frammento
non ricollocabile nell'intero. Da vicino
la violenza produce quel vento che non si piega
alle resistenze, ma le spezza. La generosità
di dettagli da riprendere è un lusso 
in ogni esplosione che non sia di gioia.
Caduto tra caduti senza capire l'aria che tira. 
Il suo sguardo era carico di nuvole, come
quando sopra la testa è tanto grigio che
non distingui l’alba dalla sera e l’iride
stringe lontane cose nude, confuse,
avvolte in una intima aria acquosa,
                           se vicino diventa
il brivido un automatismo di difesa
da non confondere con il freddo successivo.
Somiglia a questo involucro la morte
con il sibilo della zip chiusa di colpo
mentre da dentro l’uomo
emerge il peggiore dio
riparato dalla legge del dio migliore.
Ci macchiamo sempre con lo stesso colore.