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| ferdigiordanowithGemini@2026 |
Lascia che mi prenda lo scirocco
dall’orlo del campo visivo dove
si spiga il mare e di stilla in stilla
onomatopee nel calcio della ciprea:
sembra che tiri acqua al suo mulino
il vento che coltiva con aria pesante
la caduta della luce. In realtà setaccia
millemila grani liquidi.
In tanto posa il golfo ai miei piedi.
Sulla balaustra resta quanto sale
dai mitili e cola umidore nel rumore
di marea tirata per la collottola
dalla luna: la mia voce ad amo
curvo che adesca la bocca inetta
dalla quale siamo a tratti morsi.
Sono un pescatore di creste frante
ormai a riva di una notte che fa
il suo numero di corrimano
a guida per quanto compare.
E raccolgo profili liquidati
come chi prende gocciole
per lanterne.

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