9 settembre 2026

Alla luce dei riflussi

ferdigiordanowithGemini@2026

 

Lascia che mi prenda lo scirocco

dall’orlo del campo visivo dove 

si spiga il mare e a costa di stilla

in stilla onomatopee: sembra 

aria che tiri acqua al suo mulino

e setacci millemila grani liquidi. 

In tanto posa il golfo ai miei piedi.

Sulla balaustra resta quanto sale 

dai mitili e cola umidore nel rumore 

di marea tirata per la collottola 

dalla luna: la mia voce ad amo 

curvo che adesca la bocca inetta

dalla quale siamo a tratti morsi.

Sono un pescatore di creste frante 

ormai a riva di una notte che fa 

il suo numero di corrimano

a guida per quanto compare.

E raccolgo profili liquidati 

come chi prende gocciole 

per lanterne.


31 agosto 2026

Celebr’azione


L’alba serve a fornire chiarimenti

ai posti che ci toccano in luogo 

della loro messa a fuoco, di solito

occasionale. Siamo distratti

da una sonnolenza abituale 

come nelle rubriche di contatti

tanti saluti.

Intanto le fabbriche smettono le concessioni 

a quei posti che chiamavano alla ressa

i lavoranti: le fabbriche riducono

il tiraggio pronte ad andare in fumo.


Questo panorama si leva ogni giorno

di torno, ma non torna la familiarità

che produceva il grillo e l’ape e

la mora e il biondo frumento,

ora l’ultimo grano in fame

coglie gli apparati in pace. 

Una maniera dura che non colpisce 

i cancelli o i torni o i vai dove

lo scoramento è passato 

a miglior vita.


18 agosto 2026

Parliamone

 

ferdigiordanowithGemini@26


Il testo che segue non è usa 

e getta, piuttosto osa e gratta 

come da limare per dargli lumi 

in tutti i sensi.

Avverto che nessuna coercizione 

è presente nell’essere ripreso 

a stampo: qualsiasi bastone si veda, 

fa parte del lettering non del tono. 

Quindi scriverò con le grazie dovute 

poi lascerò agli occhi la suzione 

del nettare che cercano o quello 

che trovano. 

Non c’è polline da distribuire, 

nessuno stame nè pistillo 

esposti in bella vista. Già 

l’iride è il vivaio della mente 

ortolalia.

Solo la voce ha ombra sonora

nell’eco di  me stesso

che vuole far parola del fulmine

a cieco sereno.


14 febbraio 2026

Della lama contemporanea del taglio


Generata con AI Google su richiesta autore

Le lame non nascono sincronizzate

con il taglio, così come il tempo

precede le lancette che lo segnano. 

Puoi capirlo dalle ferite 

che trasudano l’inossidabile 

“ti avevo avvertito!” 

La pelle disunita testimonia 

la vulnerabilità all’ira forastica

che il filo perfettamente molato

introduce nella libertà dei viventi

come asservimento all’uomo 

inattendibile.

Quel che succede dopo

è la cicatrice chiusa o per sempre

aperta a memoria



5 febbraio 2026

Wadi a zonzo

Generata con AI Google su richiesta autore



Quando mi venne chiesto del pesce 

del deserto pensai che nessuno

nuota nella sabbia perchè fuori

non c’è una lenza di vento.

Poi vennero i mulinelli 

che portavano in giro il cuore 

delle dune, o tutto insieme.

Allora ho creduto possibile

che per ripopolare il wadi

si dovessero convincere le anguille

a prendere altre strade.

No, davvero, il cuore dei cattivi

pensieri è un granello 

di acqua secca.