6 ottobre 2026

Tanto rumore per

 

ferdigiordanowithChatGPT © 2026

Nulla regge le avversità del portone

come la chiave. Non sempre

contenuta nel giro che conta 

ma nei rientri l’ansia non centra 

il foro calibrato.

L’anta sostenuta dalla durezza 

dei cardini cede di spalla mentre

resiste alle ostentazioni della soglia 

che ammette passaggi a memoria, 

Solo dall’uso capisci se è l’interno 

o l’esterno ad essere isolato.


L’androne simula la guardiania

restando in ombra: un saluto sbuca 

dal citofono solo se chi preme

lo fa riconoscente.

Ciò che attraversi stabilisce

se quella salita sia una lacrima

in concordia tra ero e sarò ma sono

esplosione di calibro domestico 

dove il chiuso adegua il volume 

all’insostenibile vocio che dà

prova di presenze


quasi l’impermanenza strida

come chiave di forme universali 

disumane.

25 settembre 2026

Per un verso l’incontro è stato




a Franca Figliolini
come dire l'Amica 


Che ti prenda in custodia

il primo elemento dei quattro, 

quello che ti rappresenta in profondità 

mentre porti il tuo abbandono 

alla sua fonte. 

E ti mantenga coperta il secondo 

dei quattro. Non c’è per te passaggio 

di stato: universo per l’universo, 

quantità in quantità. 

Sarà leggero il terzo dei quattro

che ora accoglie e promuove

l’eco delle tue parole:

amore, lotta, conoscenza, poesia.

Fu dato al quarto il compito

più duro: la vendemmia della voce

che si è tenuta da filari di mali. 

E finchè non ti raggiungo 

ti berrò parlandomi  di voi qui

e della terrazza di via del Tritone

ora in luogo della tua animità.



19 settembre 2026

Giochi di parallasse

 

ferdigiordanowithGemini@2026


Il glicine a tracolla del muro, salva
la cinta da una figura retta. Settembre
attenua come può il caldo
sostenuto dalla celia dell'anticiclone.
La caligine storpia le figure come coperte
funerarie sui supini, con quel modo
che occulta a breve come crepa.
Se poni monete sugli occhi
puoi vedere di che pasta è fatta
la fantasia: anche da centesimi
s'immagina il valore immenso
di una presenza fisica.
Tolgo le lenti per guardare dentro
come consigliato dall’angoscia
di "attento a dove metti i piedi",
simile a quell’indefinita acquerugiola
nata in bocca per un bacio dedotto
mal riposto.

9 settembre 2026

Flussi

ferdigiordanowithGemini@2026

 

Lascia che mi prenda lo scirocco

dall’orlo del campo visivo dove 

si spiga il mare e di stilla in stilla

onomatopee nel calcio della ciprea:

sembra che tiri acqua al suo mulino

il vento che coltiva con aria pesante

la caduta della luce. In realtà setaccia

millemila grani liquidi. 

In tanto posa il golfo ai miei piedi.

Sulla balaustra resta quanto sale 

dai mitili e cola umidore nel rumore 

di marea tirata per la collottola 

dalla luna: la mia voce ad amo 

curvo che adesca la bocca inetta

dalla quale siamo a tratti morsi.

Sono un pescatore di creste frante 

ormai a riva di una notte che fa 

il suo numero di corrimano

a guida per quanto compare.

E raccolgo profili liquidati 

come chi prende gocciole 

per lanterne.


31 agosto 2026

Celebr’azione


L’alba serve a fornire chiarimenti

ai posti che ci toccano in luogo 

della loro messa a fuoco, di solito

occasionale. Siamo distratti

da una sonnolenza abituale 

come nelle rubriche di contatti

tanti saluti.

Intanto le fabbriche smettono le concessioni 

a quei posti che chiamavano alla ressa

i lavoranti: le fabbriche riducono

il tiraggio pronte ad andare in fumo.


Questo panorama si leva ogni giorno

di torno, ma non torna la familiarità

che produceva il grillo e l’ape e

la mora e il biondo frumento,

ora l’ultimo grano in fame

coglie gli apparati in pace. 

Una maniera dura che non colpisce 

i cancelli o i torni o i vai dove

lo scoramento è passato 

a miglior vita.