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| ferdigiordanowithChatGPT © 2026 |
Nulla regge le avversità del portone
come la chiave. Non sempre
contenuta nel giro che conta
ma nei rientri l’ansia non centra
il foro calibrato.
L’anta sostenuta dalla durezza
dei cardini cede di spalla mentre
resiste alle ostentazioni della soglia
che ammette passaggi a memoria,
Solo dall’uso capisci se è l’interno
o l’esterno ad essere isolato.
L’androne simula la guardiania
restando in ombra: un saluto sbuca
dal citofono solo se chi preme
lo fa per riconoscenza.
Ciò che attraversi stabilisce
se quella salita sia una lacrima
in concordia tra ero e sarò ma sono
esplosione di calibro domestico
dove il chiuso adegua il volume
all’insostenibile vocio insinuante
quasi l’impermanenza strida
come chiave di forme universali
disumane.
